BMTA di Paestum 2026, i Musei nazionali Campania presentano il nuovo brand. Ricerca archeologica, comunità e territori al centro del programma

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Data:
30 Ottobre 2026

BMTA di Paestum 2026, i Musei nazionali Campania presentano il nuovo brand. Ricerca archeologica, comunità e territori al centro del programma

Dal 29 ottobre al 1° novembre, la Direzione regionale Musei nazionali Campania è presente alla XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Paestum con uno stand dedicato alla promozione del patrimonio museale della regione.

In questa occasione è stato presentato il brand Musei nazionali Campania, insieme alle attività di ricerca e ai progetti di valorizzazione in corso.

La progettazione e il lancio della nuova identità visiva – svelata sui canali digitali della Direzione con l’apertura dello stand – mira a rafforzare la riconoscibilità dell’Istituto e a costruire un’immagine coordinata dei 28 luoghi della cultura afferenti alla Direzione, distribuiti nelle cinque province campane.

«La nuova brand identity non è soltanto un segno grafico, ma uno strumento per rendere immediatamente identificabile la rete articolata di luoghi della cultura, parchi archeologici e complessi monumentali dei Musei Nazionali Campania. Attraverso un’identità condivisa puntiamo a dare maggiore coerenza alla comunicazione, ampliare la visibilità dei singoli istituti e promuovere una lettura integrata del patrimonio, espressione della storia del popolamento della Campania antica. La BMTA è un’occasione importante per presentare questa nuova immagine e rafforzare il dialogo con le istituzioni, gli operatori e il pubblico», dichiara Luigina Tomay, direttrice regionale Musei nazionali Campania.

La partecipazione alla Borsa si articola in un programma di incontri e approfondimenti su temi centrali per le politiche culturali della Campania: lo sviluppo delle aree interne, il rapporto tra musei e comunità, la ricerca archeologica e il rinnovamento dei percorsi di visita.

Giovedì 29 ottobre, la direttrice regionale Luigina Tomay è intervenuta all’incontro Lo sviluppo delle aree interne per la promozione turistico-culturale delle destinazioni, dedicato al ruolo della cultura nella costruzione di strategie di sviluppo territoriale e nella promozione di nuove destinazioni, a cura della BMTA in collaborazione con l’Assessorato al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania. Nella stessa giornata, nell’ambito dell’appuntamento dedicato al Piano Olivetti per la Cultura, organizzato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) e dell’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP) – Ministero della Cultura, la Direzione ha presentato l’esperienza “Da Genius loci a Disseminazioni. Attività e progetti della Direzione regionale Musei nazionali Campania per le comunità e i territori”. All’incontro hanno partecipato, insieme alla direttrice regionale, Ilaria Menale, direttrice del Museo archeologico nazionale di Calatia e del Museo archeologico nazionale di Eboli, Francesco Fanoli, direttore della Certosa di San Lorenzo a Padula, e Serena De Caro, direttrice del Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, mettendo in luce progetti ed esperienze che interpretano il patrimonio culturale come risorsa condivisa e occasione di relazione con le comunità.

Venerdì 30 ottobre, Tomay prenderà parte alla sessione Ricerca archeologica e valorizzazione: sfide e prospettive, a cura del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale (DiT) – Ministero della Cultura, dedicata al ruolo della ricerca nella tutela e nella conoscenza del patrimonio. Nella stessa giornata, la Direttrice tirerà le conclusioni del confronto Musei locali e siti “minori” come risorse per i territori: l’impegno della Regione Campania, organizzato dall’Assessorato alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania, in programma alle 12.00, che approfondirà il contributo dei musei e dei luoghi meno conosciuti allo sviluppo culturale e turistico regionale.

Sabato 31 ottobre, nell’ambito del panel Ricerca, territori e valorizzazione, la Direzione presenterà due contributi specifici. Dalle 18.20 alle 18.35, con l’intervento “La riapertura del Museo archeologico di Calatia a Maddaloni: i nuovi percorsi di visita”, Luigina Tomay e Ilaria Menale illustreranno il rinnovamento dell’offerta museale e le nuove modalità di fruizione delle collezioni. A seguire, dalle 18.35 alle 19.00, con l’intervento “Scavi recenti nelle aree archeologiche della Direzione regionale Musei nazionali Campania” saranno presentati i risultati delle indagini archeologiche condotte in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e l’Università degli Studi di Salerno; interverranno: Luigina Tomay, Marco Giglio, Alfonso Santoriello e Federico Giletti.

La presenza alla BMTA riunisce, così, tre direttrici dell’azione della Direzione regionale: identità, ricerca e valorizzazione. Dalla presentazione del nuovo brand alla condivisione dei risultati scientifici, fino ai progetti di valorizzazione e alle iniziative che rafforzano la relazione tra musei e comunità locali, l’obiettivo è promuovere una rete culturale riconoscibile e accessibile, capace di mettere in connessione patrimonio culturale, istituti e territori.

 

Il concept dell’identità visiva

 

Ci sono segni che attraversano i secoli. E idee capaci di restituire loro una nuova voce.

Un logo può essere molto più di un segno grafico. Può diventare un ponte tra civiltà, un frammento di storia che riaffiora nel presente, un’intuizione capace di trasformare la memoria in identità.

Il logo della Direzione regionale Musei Nazionali Campania nasce da questa visione: tre lettere dell’alfabeto etrusco tracciate in direzione retrograda e ispirate a forme che affondano le proprie radici nell’alfabeto euboico-calcidese, giunto sulle coste campane con le prime presenze greche a Pitecusa (Ischia) e a Cuma già dall’VIII secolo a.C.

Non una semplice citazione archeologica, ma una scelta progettuale che restituisce al segno la sua forza originaria. La scrittura diventa forma, la storia diventa linguaggio visivo, l’antico si libera dalla teca del passato e torna a parlare al presente. In pochi tratti, un universo di significati. Nella loro essenzialità, quelle lettere custodiscono la memoria di incontri, scambi e contaminazioni che hanno fatto della Campania uno straordinario crocevia di civiltà. L’intuizione creativa non consiste nell’inventare qualcosa dal nulla, ma nel riconoscere ciò che il tempo ha lasciato in attesa di essere riscoperto.

È qui che il progetto si rivela nella capacità di guardare indietro per disegnare il futuro, trasformando un patrimonio millenario in un’identità contemporanea, riconoscibile e carica di significato.

Perché alcuni segni identificano un’istituzione. Altri riescono a raccontarne l’anima.



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Ultimo aggiornamento

30 Ottobre 2026, 19:18