Villa Floridiana, riaperto l’ingresso di via Cimarosa

I lavori proseguiranno con un capillare restauro delle aree verdi. A breve nuovi giochi per bambini, un’area sgambamento cani, la rete wi-fi pubblica e cestini ecologici.

Data:
15 Maggio 2026

Villa Floridiana, riaperto l’ingresso di via Cimarosa

Riaperto oggi l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprileUna chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di specie arboree nel viale di accesso.

Nell’arco di queste quattro settimane l’accesso al Parco e alla Villa Floridiana, sede del Museo Duca di Martina, è stato garantito dal varco di Via Aniello Falcone al fine di non interrompere la fruizione del sito.

Almerinda Padricelli, la nuova direttrice dei Musei nazionali del Vomero di cui fa parte la Villa Floridiana, il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, ha colto l’opportunità di quest’importante finanziamento di 3,5 milioni stanziato da Ales S.p.a. per la Villa Floridiana per intervenire su alcune scelte progettuali con l’intento di contemperare conservazione e fruizione nel rispetto dei luoghi.

“La Floridiana non è solo un parco storico e monumentale ma è oggi percepito come un vero e proprio polmone urbano, frequentato ogni mese da migliaia di visitatori, turisti e residenti – dichiara la direttrice – solo nella prima domenica di questo mese abbiamo registrato oltre 2.000 presenze.

Nel corso dei lavori abbiamo compiuto una scelta precisa: ascoltare il luogo e cambiare prospettiva concentrandoci su 3 punti: l’urgenza della gestione del rischio arboreo, il dovere di tutelare un parco storico di straordinario valore, frutto di oltre due secoli di trasformazioni paesaggistiche, architettoniche e botaniche, la necessità di garantire servizi di fruizione idonei ai visitatori”.

Il Parco della Floridiana che ha un’estensione di 7 ettari è uno dei più grandi della città, in uno dei suoi quartieri più popolosi, quello del Vomero: aperto tutti i giorni, con ingresso gratuito, attrae bambini, studenti, anziani e appassionati di fitness.

A breve saranno anche incrementate le aree di fruizione con nuovi giochi per i bambini, ulteriori panchine e una rete wi-fi a servizio degli utenti e un’area di sgambamento cani.

Inoltre per un indirizzo ecosostenibile saranno posizionati nuovi cestini per la raccolta differenziata e per le deiezioni dei cani.

I lavori eseguiti nel viale d’ingresso di via Cimarosa hanno avuto come obiettivi il riequilibrio e la rigenerazione del piano arbustivo (segnato nel tempo da una crescita disomogenea, con chiome alte e scarsa ramificazione nella parte bassa) finalizzati a garantire maggiore stabilità, uno sviluppo equilibrato delle essenze arboree e la restituzione del viale alla sua struttura originaria.

Un intervento di necessaria potatura selettiva che ha consentito di creare una visione più ampia degli spazi laterali che costeggiano il viale.

Sui declivi laterali sono state messe a dimora 1300 piante (un mix di mirto, lentaggine, acanto, pungitopo, cornetta dondolina, biancospino), 6 lecci e 30 allori con un nuovo impianto di irrigazione.

Laddove necessario sono state realizzate delle “viminate”, ossia barriere di sostegno in legno per contrastare l’erosione accentuata dalle piogge intense.

Il progetto mira ad accompagnare l’evoluzione del Parco con interventi controllati e sostenibili che non ne alterino l’identità storica: il sistema formale di siepi viene oggi reinterpretato valorizzando la consociazione vegetale mista, mantenendo intatta l’atmosfera della storica “galleria ombrosa” immaginata dall’architetto Antonio Niccolini nel 1817.

 

IL PROGETTO

I lavori rientrano in un più ampio programma di cura e valorizzazione degli spazi del parco storico finalizzati a garantire una maggiore sicurezza per i visitatori. Un progetto di restauro architettonico e vegetale, finanziato da Ales S.p.a., società “in house” del Ministero della Cultura, con 3,5 milioni di euro, che includono 990mila euro per la messa in sicurezza e il restauro della componente arborea.

È stata effettuata una ricognizione per la verifica del patrimonio botanico, con rilievi con tecnologia laser scanner delle essenze arboree dell’intero parco.

Attraverso un’indagine visiva e strumentale (tomografia sonica, resistograph, prove di tenuta radicale e trazione controllata) è stato valutato lo stato di salute di ogni singola pianta e realizzato un censimento su 1.117 alberi. Al termine di questa prima fase è stata redatta una carta di gestione del rischio arboreo con individuazione della classe di propensione al cedimento di ciascun albero. In alcuni casi è stato indispensabile l’abbattimento di alcuni esemplari, estremamente pericolosi e la cui stabilità era irrimediabilmente compromessa: un atto di responsabilità indispensabile per la tutela della sicurezza pubblica e per la salvaguardia complessiva del giardino.

Una scelta coraggiosa e impegnativa della precedente amministrazione che però ha reso indispensabile una rielaborazione del progetto per incrementare ripiantumazione di nuove specie vegetali.

I lavori nei prossimi mesi procederanno con l’apertura di micro-cantieri “aiuola per aiuola” che consentiranno di ridisegnare ad hoc ogni angolo del parco, con rimozione dei rovi, potature e piantumazioni, come è stato fatto nel viale principale di ingresso, ma senza nessun limite alla fruizione.

Attraverso la rimozione selettiva delle piante infestanti e il recupero delle visuali storiche, le architetture vegetali tornano progressivamente a “respirare”, recuperando profondità visiva, leggibilità e continuità spaziale.

Responsabile del progetto è l’architetto Antonella Manco, il progettista l’architetto Patrizia Pulcini e direttore dei lavori l’architetto Mara Pirozzi con l’agronomo e paesaggista Luca Boursier che cura la direzione operativa. Gli interventi sono eseguiti dalla ditta Euphorbia.

 



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Ultimo aggiornamento

15 Maggio 2026, 16:22